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Sisma del 20 maggio 2012: intervento

La prima squadra, 20-21 maggio

Poco dopo l'evento, prima delle 6.00, i volontari ricevono l'allertamento per intervenire sul luogo del terremoto. Verso le 7.00 una squadra di cinque alpini della nostra Unità di Protezione Civile parte da Piacenza, si tratta del coordinatore provinciale e vice coordinatore regionale Franco Pavesi, di Maurizio Franchi, Giuseppe Villa, Davide Rindone e Carlo Magistrali. Il luogo di ritrovo è presso la sede operativa di protezione civile dell'ANA di Cento. Ci viene subito spiegata la situazione, che non è certamente delle migliori, ci sono alcune vittime, numerosi edifici storici e sedi di attività commerciali fortemente danneggiati. Il primo incarico prevede di portare del materiale per un intervento di sgombero dal fango in un paese vicino, infatti con la scossa si è verificata la risalita di fango che ha allagato strade e abitazioni. Durante lo spostamento ci rendiamo presto conto della gravità dell'evento vedendo gli effetti del sisma su numerose costruzioni. Rientrati alla sede operativa il coordinatore regionale Diego Gottarelli ci informa sul nostro nuovo compito: si deve allestire una tendopoli, destinazione Finale Emilia. Si raccolgono quindi tutte le attrezzature e si crea una colonna con tutti i mezzi delle varie sezioni ANA RER presenti e si raggiunge il campo Robinson di Finale Emilia. Il campo sarà interamente gestito dalle sezioni ANA dell'Emilia Romagna. Nel frattempo anche le condizioni meteo sono peggiorate e spesso siamo accompagnati dalla pioggia, incominciamo anche ad avvertire le prime scosse di assestamento. Nel frattempo arriva l'ingegnere Rivelli che si occuperà della progettazione del campo di accoglienza. Si incominciano così a prendere le misure e a piantare i picchetti per la disposizione delle tende, nel frattempo arrivano i primi tir con i container e le varie attrezzature necessarie per l'allestimento del campo. Riusciamo a ritagliarci una breve pausa verso le 15 per mangiare qualche cibo di fortuna e alle 15.18 assistiamo alla scossa di 5,1, che spaventa ovviamente tutti; volgendo lo sguardo verso il paese si vede una nuvola di polvere: il torrione che dista da noi circa 400 m è definitivamente crollato! Si procede con i lavori. Vengono montate le prime tende e incominciamo a ricevere le prime richieste di alloggio da parte degli abitanti del paese, diventa così necessaria l'apertura di una segreteria per assolvere a questo compito. Le condizioni meteo rendono sempre più difficile il lavoro, soprattutto il montaggio delle tende. Si rende necessario anche installare 10 bagni chimici, tra cui uno per disabili, dal momento che non è possibile attivare subito i servizi da campo. Arriva anche il modulo della segreteria operativa. Alla fine della giornata si riusciranno a montare tende per ospitare 159 sfollati, alcuni riusciranno ad entrare solo di notte perché l'ultimo carico di brandine arriverà solo a tarda sera. Alcune squadre fanno ritorno alle loro sedi per ritornare nei giorni successivi, la squadra dell'ANA di Piacenza, che inizialmente doveva tornare, si ferma invece a dormire nel campo per essere operativa il secondo giorno. Piove tutta la notte e la situazione del campo al mattino è molto critica; continuano anche le scosse. La pioggia rende impossibile il montaggio della tende. Si montano solo le strutture in metallo in attesa che cessi la pioggia e si possa montare il resto. Si rende necessario lo scavo di una fossa per allontanare l'acqua dal campo e si deve creare una strada di accesso al campo utilizzando un telo di tessuto non tessuto e materiale inerte. Nel frattempo viene montata la copertura alla tensostruttura, portata e montata di notte dall'ANPAS, che servirà come sala mensa; si ordina anche un camion di legname per la costruzione della pavimentazione della stessa. Nella segreteria operativa si cerca intanto di risolvere vari problemi organizzativi, soprattutto di dare ascolto agli sfollati per venire incontro ai loro bisogni. Si tratta spesso di persone che hanno bisogno di prendere materiale, anche medicine, che hanno lasciato nelle loro case che risultano non essere agibili. Tantissime sono le richieste di poter essere ospitati nel campo, almeno 70, ma è necessario lasciare tutti in lista di attesa perché il campo è già tutto occupato e la pioggia impedisce di montare le tende, si prendono così nominativi e numeri di telefono per avvisare gli interessati appena i posti si rendono disponibili; la priorità è per anziani e bambini. Numerose persone hanno passato la notte in automobile, alcune case sono inagibili e comunque la paura impedisce a molti di rientrare nelle proprie abitazioni. Risulta difficoltoso anche trovare gli alimenti necessari per preparare qualche pasto caldo ma finalmente si riesce a trovare qualcosa per servire un pasto caldo per mezzogiorno. Prima di pranzo la nostra squadra lascia il campo. Durante la mattinata è giunta però una seconda squadra della nostra unità di protezione civile ANA Piacenza, che proseguirà il nostro lavoro.

Carlo Magistrali


4-9 giugno

Passa il tempo ma non l'impegno dei nostri volontari nelle zone terremotate. Durante l'intera settimana è stata garantita la presenza di una nostra squadra presso il campo 1 Robinson di Finale Emilia con turnazioni di 48/72 ore. La situazione si sta pian piano stabilizzando, anche se ogni nuova scossa porta la paura tra i cittadini di Finale. Dopo l'ultima forte scossa di domenica 3 giugno, la parola d'ordine del capo campo è "serenità", proprio per aiutare il più possibile i terremotati a vivere al meglio questa difficile situazione. Finita la fase frenetica di montaggio del campo per poter dare un tetto a tutti, ora è in atto la fase di miglioramento del campo stesso. In particolare si costruiscono delle pedane di legno da mettere sotto le tende per isolarle maggiormente dal terreno; questa operazione è stata particolarmente apprezzata dai responsabili sia dell'Agenzia Regionale che del Dipartimento Nazionale, tanto che si vuole portare il nostro esempio anche negli altri campi. Si procede quindi a vari miglioramenti in tutto il campo nella previsione, purtroppo, che debba rimanere allestito ancora a lungo oltre a garantire tutti i servizi necessari alla gestione del campo stesso, cucina, bagni segreteria, ecc...


22-24 giugno

Prosegue la vita nel campo gestito dall'ANA RER a Finale Emilia. A rendere più difficile la vita nella tendopoli ci sono ora le elevate temperature e il caldo afoso. Dopo aver installato i condizionatori in tutte le tende, è incominciata in questi giorni la costruzione della copertura ombreggiante per diminuire l'impatto del sole sulle tende. Nel settore di campo dove già sono state costruite tali strutture si nota un marcato abbassamento di temperatura. Sono giunte al campo anche due celle frigo in supporto alla cucina, una delle quali donata dalla sezione ANA di Parma.